credits to Natasha Allegri
butts
Sempre ti riposterò, su ogni social network (non si incidono più gli alberi col temperino)
Bartholomaus Traubeck
‘Years’, 2011
Disks of wood
Traubeck made a computer program that photographically ‘reads’ the rings, cracks and stains as it spins and interprets the data as piano, creating music. Each disks has a distinct sound.
Click the link to hear the discs.
Vikings ci presenta una popolazione dalla sua lingua: quando i suoi rappresentanti ci appaiono la prima volta, le prime battute che pronunciano sono ricostruite dalla loro lingua originale (una sua approssimazione). Così il protagonista vikingo dirà qualcosa in antico Nordico, e i monaci Northumbri in antico Inglese. Quando il giovane munaciello inglese incontra i vichinghi si salva dalla spada parlando nordico (e questo è tritissimo, ma sempre molto bello). Il dialogo poi continua in Inglese Moderno, e io sono il vichingo e il monaco, l’ascia e la carne e il libro, sono inglese, norreno, irlandese, americano, sono vivo adesso e milleduecento anni fa.
Esame di filologia germanica:
“Salve, ho aggiunto alla bibliografia tutta la prima serie di Vikings”
Vintage Photo Booth
dai miei primi mesi col Kindle base posso dire che:
-non c’è una grande differenza tra la carta e l’inchiostro elettronico,
posso leggere per un giorno intero e sentire lo stesso affaticamento che
proverei con un libro normale (con un pdf sul pc invece mi cascherebbero i globi oculari)
-i libri che riesco a trovare sono innumerevoli e maravigliosi. Molti,
che trovo gratis, non li acquisterei in copia cartacea, così posso
sperimentare testi che non avrei affrontato normalmente. L’altra faccia
della medaglia è che alla lunga disperdo energie su molti testi senza
averne letto uno per bene.
-avere tutti questi libri a disposizione con peso quasi zero è molto
comodo, ma alla fine si rivela non indispensabile.
-le cose buone a questo mondo si pagano: spesso i libri gratis riportano
formattazioni claudicanti, oppure ariosissime (interlinea abissali),
errori di battitura (conversione) a volte ricostruibili, a volte meno,
anche con Lachmann alle spalle.
-i succitati errori di formattazione spesso rendono impossibile la
poesia
-per non parlare dei limiti per i testi a fronte. immagino siano
possibili, ma ancora nessuna casa editrice si prende la briga di farne,
mi sembra
-è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago che trovare
delle note a margine ben formattate (DFW, parlo con te!)
-mancano edizioni commentate, mancano ebook con apparato critico solido e soddisfacente, inoltre il reader regge male la gestione di una misera immaginella, una cartina, un vedi fig.1
-si dimostra come uno strumento pessimo per lo studio: se raramente si
trova qualche testo, sottolineare è un’operazione faticosa e imprecisa,
andare da una pagina all’altra rasenta l’impossibilità, il refresh dello
schermo è lento e lo studente manca di una visione d’insieme
-leggere un fumetto col kindle significa dargli una secchiata di grigio,
strapparlo e ricomporlo sul tavolo, con un occhio chiuso avvicinarsi con
la lente d’ingrandimento
-(volendo immaginare una completa conversione all’elettronico, dove li
mettiamo i libri Taschen e simili? parliamone)
se ci si limita al campo per cui è stato progettato, immagino, la
narrativa (l’unico genere letterario di consumo) e al massimo un certo
tipo di saggistica, il Kindle svolge perfettamente il suo compito. La
lettura è lineare, al lettore sono preclusi gli spazi e le possibilità
di un oggetto tridimensionale, ma dato il tipo di scrittura, non ne
sente il bisogno. Dalle epigrafi, dai codex, dalle bibbie di gutenberg
ne è passata d’acqua sotto i ponti e l’oggetto libro è cambiato, si è
sempre migliorato, facendosi più complesso, sofisticato, intelligente.
Il Kindle riporta il testo a una primitiva idea monodimensionale, a una
serie di parole fitta e senza respiro, e in alcuni casi limite ci si
ritrova davanti un testo fermo a 1100 anni fa, un’impaginazione confusa
che ti dice “tiè, vedi mpo’ te”.
Non voglio spingermi troppo in là con le speculazioni, ma è questo il
tipo di lettore che vuole amazon: un consumatore che rumini righe e
righe all’infinito, che si cucchi il libro dalla prima all’ultima pagina
(amz ti offre una sorta di gratificazione quando hai finito il libro, e
ti suggerisce di condividere con i tuoi amici di twitter e fb il lieto
evento), che ne acquisti altri, sempre pronti belli e serviti. La
macchinosità per sottolineare e scrivere note/commenti è sfiancante (amz ha eliminato la tastiera fisica negli ultimi modelli), questo limita il
lettore creativo.
Certo, sanctissimi google books, i libri istantanei e viaggiatori, e poi
la cosa fondamentale è l’uso consapevole del testo. Ma amz non sembra
voler formare un buon lettore, solo uno più distratto (il wifi
incorporato e gratis (in alcuni modelli), l’intrusione social di
default) e spendaccione.
Prima di dargli un buuu definitivo, mi aspetto aggiustamenti di tiro
grazie a tecnologie migliori e designer rinsaviti.
ciao, scrivere questo tlog è molto faticoso e spesso, a causa di fraintendimenti della mia scrittura, che riconosco, non è sempre limpida e semplice, va pure a finire che vengo insultato. però penso sempre che se tra le cento persone che mi leggono con l’intenzione d’insultarmi alla prima…